Verbasco (Verbascum Thapsus L.) PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Giovedì 16 Giugno 2011 15:07
Verbasco Verbasco
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Famiglia:
Scrophulariaceae
Altri nomi del verbasco
Candela regia, guaragnasco maggiore, lampazzo giallo, pan delle serpi, piantadomine, tasso barbasso
Descrizione:
Pianta erbacea bienne, di aspetto molto variabile, il colore bianco-giallastro è dovuto allo strato di peli argentei, raggruppati in ciuffi appiattiti che la ricoprono, i fusti sono eretti, rigidi, talvolta ramosi, alta sino a 120 cm.
La sua radice affusolata, e clindrica produce il primo anno una rosetta basale costituita da grandi foglie, sino a 45 cm, obovate, molli, molto tomentose, grossolanamente crenato-dentata, che si assottigliano in picciolo alla base. La rosetta basale dura nell’inverno e produce nel secondo anno un fusto alto e robusto coperto di foglie oblunghe e lanceolate, appuntite all’estremità, decorrenti alla base e formanti delle larghe ali.
I fiori raggruppati in fascetti di 6-7 elementi all’ascella di brattee ovoidali e formano una lunga spiga apicale, sono di color giallo di 2 cm di diametro, la corolla è gamopetala leggermente chiusa a imbuto; 5 stami: i filamenti dei 2 inferiori sono glabri nella subsp. thapsus, ma villosi nella subsp. crassifolium (Lam. et DC.) Murb, mentre quelli dei 3 superiori sono bianchi e vellutati.
I fiori vivono soltanto un giorno e sono costantemente sostituiti da nuovi elementi.
I frutti sono capsule brune a 2 alveoli, contenenti numerosi piccoli semi neri, attenzione sono tossici.
Dove si trova:
E´ diffuso nei luoghi incolti, ai margini delle strade, nei luoghi soleggiate, nei terreni pietrosi di tutta Europa; in Italia è comune nella zona marittima e in quella submontana; è conosciuto anche nel continente americano.
Parti utilizzate:
I fiori e le foglie
Tempo di raccolta e conservazione:
Le foglie si raccolgono, ben sviluppate, in primavera - estate; i fiori si raccolgono appena aperti in giugno - agosto, staccandoli a uno a uno senza il calice.
Notizie e curiosità: 
Il nome del genere è quello usato da Plinio, forse deriva dal latino “barbascum” che significa “barbato”, con riferimento alla diffusa pelosità di queste piante.
Principi attivi:
 
Proprietà:
Erba amara, rinfrescante, mucillaginosa, decongestionante, espettorante, antisettica, diuretica, analgesica. É un ottimo rimedio per tutte le patologie caratterizzate da abbondante secrezione mucosa. Il glucoside più attivo contenuto nella pianta è il verbascoside, che esercita la sua azione fluidificando le secrezioni e riducendo i fenomeni infiammatori a livello delle vie respiratorie superiori ed inferiori.
Per uso interno in caso di tosse, catarro, pertosse, bronchite, laringite, infezioni del tratto urinario e diarree.
Per uso esterno le foglie vengono utilizzate per decotti detergenti su piaghe e ferite, per cataplasmi su foruncoli, scottature, emorroidi e geloni.
Preparazione e uso:
 
Il verbasco in cucina
 
Ricette:
 

Attenzione!

1) Tutte le notizie riportate in questa sezione hanno solo uno scopo informativo. In nessun caso si vuole indurre ad auto-diagnosi o auto-terapia, questo può essere molto pericoloso. Solo un medico può effettuare diagnosi o terapia, per problemi di ordine sanitario rivolgersi al consiglio di un medico.
2) Ricordiamo che la raccolta di gran parte delle piante di questo sito è soggetta alle norme regionali per la protezione della flora spontanea.
Ultimo aggiornamento Lunedì 04 Luglio 2011 13:44